I Popoli del Mare
Studi, ricerche e confronti da Medinet Habu a “Odissea” di Christopher Nolan

I Popoli del Mare sono uno dei filoni di ricerca più interessanti portati avanti, sin dal 1995, dal documentarista Riccardo Forti. Popolazioni che, alla fine dell'Età del Bronzo, attraversarono il Mediterraneo lasciando dietro di loro distruzioni, migrazioni e trasformazioni profonde, e la cui identità rimane ancora oggi uno dei grandi interrogativi della storia antica.
L'intervista nasce da un incontro precedente e da una domanda tornata recentemente d'attualità: perché i Popoli del Mare compaiono anche all'interno della nuova rilettura cinematografica dell'Odissea di Christopher Nolan? Da qui abbiamo deciso di tornare da Riccardo per scoperchiare un enorme vaso di Pandora, seguendo un percorso che attraversa storia, archeologia, mito e persino una particolare rilettura del testo biblico.
La guerra di Troia, Ulisse, le fortificazioni ciclopiche, l'Egitto dei faraoni, le migrazioni e la nascita di nuove città diventano così alcune delle porte d'accesso a una vicenda molto più ampia: quella di un Mediterraneo (e aggiungerei Adriatico) sconvolto, nel quale popoli diversi sembrano muoversi, incontrarsi e trasformare radicalmente il mondo conosciuto.
Ma la ricerca non si ferma alle grandi civiltà del Mediterraneo orientale. Perché, nel percorso di Forti, emergono tracce che conducono proprio in Abruzzo: dal greco antico rintracciato nei suoni e nelle parole del dialetto teramano, ai toponimi ancora oggi oggetto di studio, come quello della Valle Siciliana, ai piedi del Gran Sasso. Un nome che apre a sua volta un interrogativo sui Popoli del Mare tradizionalmente associati a territori altri, e sulle possibili persistenze di culti e divinità antiche nel territorio.
È proprio qui che la ricerca assume una dimensione che sentiamo particolarmente vicina a Opera Rotas: lontano dalle cattedre e non trincerati dietro uno schermo, ma attraverso le persone e le loro personali intuizioni supportate da studi e ricerche, i territori e le testimonianze che ancora conservano frammenti di una memoria difficile da intercettare e fissare in un libro, in un documento o in un risultato di ricerca.